GLM-5.3: coding agentico, cybersecurity e contesto da 1M

Z.ai scala il post-training senza cambiare il modello di base: benchmark, reasoning sempre attivo, Coding Plan, cyber capability e limiti al lancio.

GLM-5.3 con grafico benchmark ufficiale Z.ai, cover editoriale Velthub

In sintesi

GLM-5.3 usa la stessa base di GLM-5.2 e concentra i progressi nel post-training. - Contesto fino a 1M, output massimo 128K e thinking sempre attivo - Forte salto vendor su Terminal-Bench, DeepSWE e benchmark cyber, ma non domina tutti i confronti - Disponibile nel GLM Coding Plan; API pay-as-you-go e prezzo dedicato non ancora pubblicati - Pesi promessi due settimane dopo il lancio, quindi non ancora scaricabili al momento dell’analisi

GLM‑5.3 non cambia il modello di base: cambia quanto Z.ai è riuscita a ottenere dal post-training. Il modello, annunciato il 14 agosto 2026, usa la stessa base di GLM‑5.2. Secondo il produttore, i progressi arrivano da più ambienti, task più diversi e più calcolo dedicato al reinforcement learning su lavori lunghi e verificabili.

Il risultato è un modello orientato a coding agentico, attività multi-step e cybersecurity. Ha una finestra di contesto fino a un milione di token, output massimo dichiarato di 128K token e tre livelli di reasoning. Ma al lancio la situazione è ibrida: GLM‑5.3 è già disponibile nel GLM Coding Plan, mentre l’API pay-as-you-go e i relativi prezzi non sono ancora pubblicati; i pesi sono promessi due settimane dopo il lancio, al termine delle verifiche di sicurezza e dell’hardening.

GLM‑5.3 in breve

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VoceDato ufficialeCosa significa
Modello API / Coding Planglm-5.3Identificatore indicato dalla documentazione
Base modelLa stessa di GLM‑5.2I guadagni dichiarati derivano dal post-training
ContestoFino a 1.000.000 tokenNel Coding Plan si usa il suffisso [1m]
Output massimo128K tokenAdatto a traiettorie lunghe, con costi e latenza da misurare
ThinkingSempre attivoLivelli low, high, max; default max
Accesso al lancioGLM Coding Plan e ZCodeAPI generale indicata come “coming soon”
PesiNon ancora pubblicatiZ.ai promette il rilascio due settimane dopo il lancio
Input nativoSolo testoLa scheda modello indica “Input Modalities: Text”; in Cline va disattivato “Support Images”. La vision del Coding Plan è fornita tramite un MCP separato

Questa distinzione è importante. “Un milione di token” non equivale automaticamente a un milione di token utili in ogni applicazione: servono test su retrieval, mantenimento delle istruzioni, compattazione, latenza e costo. Allo stesso modo, output da 128K è un tetto tecnico, non una raccomandazione per ogni richiesta.

Cosa cambia rispetto a GLM‑5.2

Z.ai riassume il salto con una scelta precisa: mantenere la stessa base e scalare il post-training. Lo stack viene attribuito a tre elementi già costruiti per GLM‑5.2: IndexShare per il long context, SAO per il reinforcement learning su task lunghi e slime come framework asincrono di post-training.

Gli ambienti non cercano soltanto esercizi di programmazione. Il produttore descrive unità di lavoro simili a quelle di un ingegnere: accesso a repository, documentazione, storage, cluster ed esiti sperimentali; diagnosi del problema; modifica del codice; esecuzione di test; consegna di un risultato misurabile. Agenti di ricerca sintetizzano gli ambienti, un judge prova a risolverli e i verifier vengono controllati contro scorciatoie e stati non risolti. Z.ai ammette che la pipeline richiede ancora una quantità significativa di lavoro umano.

I benchmark generali: salto netto, ma non dominio assoluto

Grafico ufficiale Z.ai con sei benchmark di coding e agentic performance per GLM-5.3, GLM-5.2 e modelli concorrenti
Grafico ufficiale Z.ai. I risultati sono pubblicati dal produttore e non costituiscono una verifica indipendente Velthub.

Il confronto ufficiale mostra miglioramenti forti su GLM‑5.2, ma anche un quadro meno assoluto di quanto suggerisca uno slogan “SOTA”. Su Terminal-Bench 3.0 GLM‑5.3 sale da 4,6 a 28,3; resta però sotto Fable 5 a 33,7 e GPT‑5.6 Sol a 34,6. Su DeepSWE v1.1 passa da 46,2 a 66,9, dietro Kimi K3 a 67,5, Fable 5 a 69,7 e GPT‑5.6 Sol a 72,7.

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BenchmarkGLM‑5.3GLM‑5.2Altri riferimenti nel grafico
Terminal-Bench 3.028,34,6Kimi K3 17,4 · Fable 5 33,7 · GPT‑5.6 Sol 34,6
DeepSWE v1.166,946,2Kimi K3 67,5 · Fable 5 69,7 · GPT‑5.6 Sol 72,7
Agents’ Last Exam CLI28,523,8Kimi K3 27,6 · Fable 5 23,8 · GPT‑5.6 Sol 28,6
AutomationBench48,226,2Kimi K3 46,7 · Fable 5 46,2 · GPT‑5.6 Sol 45,8
HLE con tool62,554,7Kimi K3 59,8 · Fable 5 63,9 · GPT‑5.6 Sol 64,5
GDPval-AA v217691508Kimi K3 1682 · Fable 5 1743 · GPT‑5.6 Sol 1730

Le metriche non sono omogenee tra benchmark e non vanno sommate in un “punteggio medio” improvvisato. Le note metodologiche del produttore cambiano per test: DeepSWE usa mini-swe-agent, timeout di sei ore e 400K di contesto; PostTrainBench usa Claude Code 2.1.207, tre run ponderate e fallback al baseline zero-shot quando una run non produce punteggio; FrontierSWE usa un milione di token, effort massimo e output fino a 128K.

Z.ai Code Bench: più accuratezza con meno output

Grafico ufficiale Z.ai Code Bench con accuratezza e token medi per task a diversi livelli di effort
Z.ai Code Bench v1.0, benchmark privato del produttore eseguito su Claude Code 2.1.207. La minore esposizione alla contaminazione dichiarata non sostituisce una replica indipendente.

Z.ai presenta un benchmark interno costruito su scenari realistici e ambienti locali complessi. A effort massimo GLM‑5.3 raggiunge il 34,5% a circa 75K token di output per task, contro il 23,4% e circa 96K di GLM‑5.2. A livello high registra il 31,4% intorno a 50K token, mentre Claude Opus 4.8 è riportato al 29,5% con 120K. Claude Fable 5 resta avanti: 39,5% al livello max.

È un segnale interessante perché unisce qualità e consumo di token, ma la cautela è obbligatoria: dataset, grading e harness sono controllati dal vendor. La definizione “50% di miglioramento” si riferisce a questo benchmark interno, non a una media universale del coding.

Cybersecurity: il progresso più sensibile

Grafico ufficiale Z.ai con i risultati di GLM-5.3 su CyberGym, ExploitBench ed ExploitGym
Valutazione cybersecurity pubblicata da Z.ai. I punteggi mostrano un forte salto su GLM‑5.2, ma i modelli chiusi restano avanti negli exploit più complessi.

Su CyberGym, che parte dal codice sorgente e verifica la capacità di individuare e validare vulnerabilità, Z.ai riporta 84,5% per GLM‑5.3 contro 77,2% per GLM‑5.2, 83,8% per Mythos 5 e 83,6% per GPT‑5.6 Sol. Su ExploitBench, più vicino alla costruzione dell’exploit, GLM‑5.3 arriva a 54,4% contro 24,4% del predecessore; Mythos 5 e GPT‑5.6 Sol restano però a 78,0% e 76,5%.

In ExploitGym il produttore conta i task completati con budget normalizzati sul throughput: 105 in due ore e 130 in sei ore, contro 29 e 39 di GLM‑5.2. Mythos 5 arriva a 181 e 247. Il pattern dichiarato è quindi doppio: l’incremento rispetto al predecessore cresce salendo lungo la catena di exploit, ma cresce anche la distanza dal frontier chiuso.

Z.ai afferma inoltre di aver identificato, insieme a team di sicurezza in Cina e dopo revisione, screening e deduplicazione, 2.436 vulnerabilità in 269 progetti, 1.097 delle quali di severità medio-alta. È un claim operativo del vendor, non un audit Velthub. Il Security Disclosure Ledger pubblico consente di seguire almeno la parte entrata nel processo di disclosure.

Reasoning sempre attivo: attenzione alla migrazione

GLM‑5.3 non supporta più la disattivazione del thinking. Il valore predefinito è max, consigliato per coding; high riduce l’intensità e low mantiene comunque un ragionamento leggero. Chi invia oggi thinking.type:"disabled" deve migrare prima: nell’API descritta dall’annuncio, la richiesta fallisce se si aggiorna soltanto il model ID senza correggere il parametro.

{
  "model": "glm-5.3",
  "thinking": { "type": "enabled" },
  "reasoning_effort": "max"
}

La guida agli agenti introduce una compatibilità più permissiva: Claude Code e Codex possono convertire valori come disabled, minimal, medium o xhigh nei tre livelli reali. È però una normalizzazione del layer Coding Plan, non la prova che ogni endpoint generale accetti gli stessi alias.

Claude Code con contesto da un milione

Schermata ufficiale della documentazione Z.ai con Claude Code configurato per GLM-5.3
Configurazione ufficiale Z.ai: il modello può essere selezionato in Claude Code; il suffisso [1m] abilita il contesto da un milione di token.

Per Claude Code e Goose l’endpoint compatibile Anthropic è https://api.z.ai/api/anthropic. Per Codex la documentazione indica https://api.z.ai/api/v1; per gli altri tool OpenAI-compatible, https://api.z.ai/api/coding/paas/v4. La chiave resta una Z.AI API key.

{
  "env": {
    "ANTHROPIC_AUTH_TOKEN": "YOUR_API_KEY",
    "ANTHROPIC_BASE_URL": "https://api.z.ai/api/anthropic",
    "CLAUDE_CODE_AUTO_COMPACT_WINDOW": "1000000",
    "ANTHROPIC_DEFAULT_SONNET_MODEL": "glm-5.3[1m]",
    "ANTHROPIC_DEFAULT_OPUS_MODEL": "glm-5.3[1m]"
  }
}

Il placeholder è intenzionale: nessuna chiave reale deve finire nei file di configurazione condivisi o in un articolo. La guida raccomanda inoltre di aggiornare Claude Code se il suffisso [1m] non viene riconosciuto.

Cline e altri agenti compatibili

Schermata ufficiale Z.ai della configurazione OpenAI-compatible di Cline per GLM-5.3
Esempio ufficiale Cline: provider OpenAI Compatible, endpoint Coding Plan, model ID glm-5.3 e finestra da 1.000.000 token.

Nel setup Cline il provider è “OpenAI Compatible”, il model ID è glm-5.3, la finestra è 1.000.000 e “Support Images” va deselezionato. La documentazione cita anche ZCode, OpenCode e altri agenti supportati. Non basta però che un tool accetti un endpoint custom: il GLM Coding Plan è limitato agli strumenti ufficialmente supportati e condivide la stessa quota tra essi.

Piani, quote e prezzi disponibili oggi

GLM‑5.3 è incluso nei piani Lite, Pro e Max. La pagina ufficiale indica un prezzo iniziale di 18 dollari al mese, ma nell’HTML pubblico analizzato non espone in modo verificabile i prezzi correnti di ogni tier. Per questo non li ricostruiamo da screenshot o fonti terze.

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PianoCrediti ogni 5 oreCrediti settimanaliStima vendor con 90,9% cache hit
Lite2.00010.00043–87 milioni token/settimana
Pro12.00060.000263–526 milioni token/settimana
Max28.000140.000613–1.226 milioni token/settimana

Per GLM‑5.3 i moltiplicatori sono 6,9 sull’input, 1,7 sull’input in cache e 24 sull’output. Fuori dalle ore di punta il consumo in punti è dimezzato. Z.ai definisce peak le 14:00–18:00 UTC+8 dal lunedì al venerdì; weekend e altre fasce sono off-peak.

Queste stime dipendono da un cache hit del 90,9% e dalla distribuzione tra input, cache e output. Non sono un tetto garantito per ogni repository. L’annuncio promette inoltre una quota temporanea 1,5× e fino al 180% della quota standard tramite ZCode fino al 31 agosto: è una promozione con scadenza, non una caratteristica permanente del modello.

API, pesi e licenza: cosa non è ancora disponibile

Chiamarlo oggi “open weights” richiede quindi il tempo futuro: il vendor ha annunciato l’intenzione di pubblicare i pesi, ma al lancio non c’è ancora un download verificabile né una licenza specifica consultabile.

Dove GLM‑5.3 può avere senso

Il profilo è adatto a lavori in cui il modello deve leggere repository molto grandi, mantenere uno stato per molte azioni e produrre modifiche verificate: migrazioni, refactoring ampi, debugging cross-service, automazione di release, analisi di vulnerabilità in ambienti autorizzati e task di ML infrastructure. Per attività brevi o ad alto volume, max potrebbe essere eccessivo: bisogna confrontare low, high e max su accuratezza, token, latenza e interventi umani.

In cybersecurity il perimetro è ancora più importante. Capacità di vulnerability discovery ed exploitation possono aiutare difesa e disclosure responsabile, ma aumentano il rischio dual-use. Repository isolati, autorizzazione esplicita, logging, egress limitato e verifica umana non sono optional.

Come testarlo senza farsi ingannare dai benchmark

Un pilot utile dovrebbe partire da 20–50 task reali e ripetibili del proprio repository: bug con test falliti, refactoring, migrazioni, comprensione cross-service e review di sicurezza autorizzate. Ogni modello deve ricevere lo stesso checkout, gli stessi tool, lo stesso limite temporale e una quota di output comparabile. Il risultato non va giudicato soltanto dal testo finale: servono test automatici, qualità del diff, regressioni, numero di interventi umani e capacità di recuperare dopo un comando fallito.

Per GLM‑5.3 conviene eseguire almeno tre coorti separate con low, high e max. La metrica principale dovrebbe essere il completamento end-to-end entro budget; a seguire token totali, wall-clock time, costo stimato, passaggi dell’agente, errori irreversibili e percentuale di patch accettate senza correzioni. Il confronto con GLM‑5.2 è particolarmente informativo perché isola il contributo del post-training sulla stessa base. Se l’harness usa compattazione o fallback, va registrato: può cambiare il risultato quanto il modello.

Per il long context serve un test dedicato. Inserire un repository enorme e chiedere una risposta generica misura poco. È meglio distribuire dipendenze rilevanti in file lontani, introdurre informazioni conflittuali, verificare citazioni precise e controllare se il modello conserva i vincoli dopo molte azioni. Solo così il milione di token diventa una capacità misurata, non un numero di scheda tecnica.

La valutazione di Velthub

Valutazione editoriale preliminare: 8,4/10. GLM‑5.3 è un rilascio tecnicamente interessante perché mostra quanto post-training e ambienti verificabili possano spostare le capacità senza cambiare il modello di base. Il salto su GLM‑5.2 è consistente nei dati del produttore; il quadro comparativo resta però misto e, sui benchmark più difficili, modelli chiusi come Fable 5, GPT‑5.6 Sol e Mythos 5 mantengono vantaggi rilevanti.

Il voto non è un test hands-on Velthub. È limitato dall’assenza, al lancio, di pesi, model card, licenza, prezzo API e repliche indipendenti. La disponibilità immediata nel Coding Plan rende comunque possibile un pilot concreto: stessa suite di task, tre livelli di effort, budget fisso e misurazione di completamento end-to-end, token, tempo, errori e qualità del diff.

Domande frequenti

GLM‑5.3 è già open source?

No, non nel senso operativo di pesi scaricabili e licenza consultabile. Z.ai promette il rilascio dei pesi due settimane dopo il lancio.

Qual è il model ID?

glm-5.3. Nel Coding Plan, glm-5.3[1m] abilita il contesto da un milione per Claude Code.

Si può disattivare il reasoning?

No. I livelli disponibili sono low, high e max; il default è max.

Quanto costa l’API?

Il prezzo pay-as-you-go di GLM‑5.3 non è ancora nella tabella ufficiale. Il Coding Plan parte da 18 dollari al mese.

Supporta immagini?

Non come input nativo: la scheda di GLM‑5.3 indica “Input Modalities: Text” e la guida Cline chiede di disattivare “Support Images”. Il Coding Plan offre vision tramite un MCP separato.

https://velthub.ai/blog/glm-5-3-coding-agentico-cybersecurity-contesto-1m-verificato